DOVE VA IL NUOVO RINASCIMENTO
DELLA LANGA DEL BAROLO

di Gigi Cabutto


Il nostro Turismo non è solo vino .

E le nostre colline non possono essere solamente eno-gastronomia.

I successi futuri e il mantenimento dei livelli raggiunti oggi devono partire anche da queste brevi ma forti considerazioni .

Accoglienza rurale non può continuare pertanto ad essere vista a sè stante, al di fuori di politiche territoriali ben organizzate e di più forti contenuti.

Occorre porre le basi per un’analisi progettuale di quanto occorre oggi, in ciascuno dei territori interessati, per fare accoglienza nel modo più gradito agli ospiti, ma anche più funzionale all’economia locale del futuro

Bed and breakfast , alberghi ristoranti o semplici osterie , significano diventare un’impresa, magari piccolissima, di un sistema organico di accoglienza.

Infatti l’ "ospite turista" di queste strutture intende conoscere il territorio attraverso la collaborazione e la convivenza con la famiglia ospitante, la quale deve proporre un prodotto turistico di qualità. Si continuerà e si migliorerà ,solo partendo da lì.

Sovente queste purtroppo sono state delle soluzioni sbrigative per farsi dare dei soldi dalla Regione per aggiustare la casa e disinteressarsi del cliente o peggio , non credendoci e non avendo formazione del delicato lavoro che si andava a fare.

Le nostre colline ormai richiedono la qualità che deriva solamente dalla cultura del luogo come bene da trasmettere e da fra apprezzare nelle sue molteplici forme, cominciando dalla conoscenza del territorio e fatta da chi è preposto a ricevere per cui deve esserne preparato.

Un viaggio oggi lo si fa e lo si decide non per fare solamente la vacanza ,ma per incontrare un certo territorio e il suo paesaggio, le forme di vita dell’uomo e dell’arte e soprattutto un dialogo fatto da uomini, ambienti, sapori , visioni, sensazioni da portare via

E quasi sempre si fa il viaggio anche per incontrare una o più persone che rappresentano l’ospitalità desiderata.

La campagna e i suoi valori fanno sempre più tendenza e dominano sui media e nella comunicazione. Il prodotto in sostanza tira, noi per averlo oggi si è lavorato per 30 anni.

La spinta verso la campagna è soprattutto oggi un fatto culturale e riguarda principalmente persone preparate e attente o comunque mosse da interessi culturali (sia quelli che vanno a risiedere in campagna, sia quelli che vanno spesso e volentieri a ossigenarsi e alimentarsi in campagna).

Proprio queste persone non amano l’improvvisazione o le banalità di circostanza, spesso sono i visitatori più attenti , più esigenti e più curiosi.

Sono quelli che principalmente sanno distinguere se un pranzo al Ristorante vale veramente i denari registrati sul conto o meno insieme con i ricarichi delle bottiglie di vino e se la camera offerta vale veramente la somma richiesta con un servizio attento , che non è fatto solo di luoghi ma soprattutto di attenzioni e di gesti curati.

Non è un caso che gli interessi di questa categoria di utenti guardino al cibo e alle componenti dei siti storici o alla testimonianze di arte locale, al paesaggio e al vino, alla quiete e all’armonia tra campagna e case rurali.

Ne consegue un un obbligo amministrativo e culturale: garantire un’offerta che comprenda servizi adeguati ma anche un ambiente all’altezza.

Questo è un imperativo di tipo morale, ma è anche una convenienza di tipo economico.

Guai a rovinare il giocattolo territorio con costruzioni inopportune, interventi che rompano l’equilibrio tra residenze umane e ambiente (che è un insieme paesaggio culturale e primo strumento di lavoro dell’agricoltore, quindi un patrimonio di elevato valore e difficilmente rigenerabile).

Però ricordiamolo anche una volta per tutte ,le fabbriche situate nei fondovalle possono anche essere fatte, se fatte bene , sono anche loro simbolo di un progresso e di un benessere che ci circonda e che fa piacere a tutti sapere che lì esiste ,accanto alle colline , perchè le colline non sono ancora compromesse come da più parti ci si vuole far credere . Tutt’ altro e sono ancora lì ,troppo vicini quegli anni in ci si partiva di qua per abitare a Nichelino o alle Vallette per avere un lavoro che allora si reputava "stimato" , alla Fiat.

E in appena venti anni di nuovo rinascimento del territorio della Bassa Langa l’attenzione ora è partita e si è innescata , anche se è giunta solo ora e a forza di battere su leggi e sensibilità amministrative di scontri coni Studi professionali sensibilizzando progettisti , committenze e commissioni edilizie .

Su questi discorsi ,tutti sempre lasciati ai Sindaci , le Associazioni di categoria hanno sensibilizzato i loro associati ? Hanno fatto capire dove sta un nuovo rinascimento delle colline del vino?

La cultura di questo pubblico che ci fa visita è orientata verso la conoscenza e la fruizione delle diversità, intese come ambiente, case, cibo, consuetudini del tempo libero e ricerca di una armonia , la stessa che si trova in un calice di barolo quando si attende il sapore che vorresti sentire per te, e solo quello.

Operare nella valorizzazione della propria diversità territoriale non pregiudica, anzi qualifica , il destino turistico di una zona.

Alle singole diversità si debbono quindi adattare tutte le forme di accoglienza.

L’identità territoriale è un valore essenziale in questa politica di sviluppo delle aree rurali: il senso di appartenenza porta alla conservazione (ma senza imbalsamare nulla) della civiltà locale in tutte le sue manifestazioni ma porta anche alla ricerca dello sviluppo e della crescita dei prodotti, della gastronomia, del territorio, dell’ambiente.

Questo senso di identità deve essere proprio di tutti i soggetti di un territorio ,un modello per un nuovo senso di appartenenza.

Questo messaggio è indirizzato soltanto a quei soggetti che si inseriscono in una politica territoriale e diventano imprese a favore del territorio.

Agli altri a chi intende il turismo solo come affare da fare subito ed in fretta , mandiamo fin da ora il segnale che stanno rovinando il lavoro di trenta anni di rilancio turistico, un poco come quei personaggi che qui da noi usano il prodotto il vino per promuovere se stessi e la loro figura, dimenticando che invece il prodotto da promuovere non sono loro , bensì il frutto della loro terra.

Gigi Cabutto

Associazione Sindaci della Langa del Barolo